Casa Natoli All articles
Territori e Ingredienti

Radici nel Grano: Il Ritorno dei Cereali Autoctoni e la Nuova Stagione del Pane Italiano

Casa Natoli
Radici nel Grano: Il Ritorno dei Cereali Autoctoni e la Nuova Stagione del Pane Italiano

C'è qualcosa di quasi sovversivo nel gesto di un agricoltore che decide di seminare un grano che nessuno coltiva più da cinquant'anni. Significa scommettere contro la logica della resa massima, contro i mercati che premiano la standardizzazione, contro una filiera che ha progressivamente cancellato le differenze locali in nome dell'efficienza. Eppure, in molte regioni italiane, questo gesto sta diventando sempre più comune, e i suoi frutti — nel senso più letterale del termine — stanno trasformando la cultura del pane nel nostro paese.

Il Lungo Oblio dei Grani Tradizionali

Nella seconda metà del Novecento, la cosiddetta Rivoluzione Verde ha portato in Italia, come in tutto il mondo occidentale, una nuova generazione di varietà cerealicole selezionate per la massima produttività. Grani a taglia bassa, resistenti agli agenti atmosferici, capaci di rispondere in modo ottimale alla fertilizzazione chimica. Il risultato è stato un aumento spettacolare delle rese per ettaro, ma al prezzo di una progressiva omologazione varietale che ha cancellato dalla mappa agricola decine di cultivar locali.

Varietà come il Senatore Cappelli — un grano duro selezionato all'inizio del Novecento dall'agronomo Nazareno Strampelli e dedicato al senatore Raffaele Cappelli, promotore della riforma agraria nel Meridione — sono sopravvissute soltanto grazie alla custodia di alcune banche del germoplasma e di pochi agricoltori tenaci. Lo stesso vale per il Khorasan, conosciuto anche con il marchio commerciale Kamut, per la Tumminia siciliana, per il Gentil Rosso toscano, per il Verna dell'Appennino.

Una Riscoperta che Viene dal Basso

Il movimento di recupero dei grani antichi non è nato nei laboratori universitari né nelle stanze dei ministeri. È emerso dalla convergenza spontanea di soggetti diversi: agricoltori biologici alla ricerca di varietà adatte a sistemi produttivi a basso impatto, panificatori artigianali insoddisfatti delle farine commerciali, nutrizionisti interessati alle differenze compositive tra cereali tradizionali e moderni, consumatori sempre più attenti alla qualità e alla provenienza di ciò che mangiano.

«Ho iniziato a coltivare il Senatore Cappelli quasi per caso», racconta Giovanni Ferrara, agricoltore biologico nel Foggiano. «Un vecchio contadino mi aveva detto che suo padre lo seminava sempre, che era un grano difficile ma buono. Ho trovato un piccolo quantitativo di seme certificato, ho seminato un ettaro quasi come esperimento. Il primo anno la resa era la metà del grano moderno. Ma il sapore della farina era completamente diverso, più profondo, più complesso. Ho capito che stavo lavorando con qualcosa di speciale».

Le Proprietà che Fanno la Differenza

Dal punto di vista organolettico, i grani antichi offrono profili aromatici nettamente più articolati rispetto alle varietà moderne. La farina di Senatore Cappelli presenta note tostate e quasi nocciolate, con una dolcezza naturale che emerge durante la fermentazione lunga. Il Khorasan ha un sapore burroso e avvolgente, con una texture che rende il pane particolarmente morbido all'interno. La Tumminia siciliana, usata tradizionalmente per il pane nero di Castelvetrano, esprime profumi intensi di terra e cereale che si mantengono anche dopo la cottura.

Dal punto di vista nutrizionale, la ricerca scientifica degli ultimi anni ha messo in luce alcune caratteristiche interessanti di questi cereali. I grani antichi tendono ad avere profili proteici più complessi, con un rapporto diverso tra le frazioni glutiniche rispetto ai grani moderni. Questo non significa necessariamente che siano adatti a chi soffre di celiachia — per la quale l'unica soluzione rimane l'eliminazione completa del glutine — ma molte persone con sensibilità al glutine non celiaca riferiscono di tollerare meglio i prodotti a base di grani antichi, probabilmente per ragioni legate alla fermentazione e alla struttura proteica.

Il Ruolo dei Panificatori Artigianali

La diffusione dei grani antichi sul mercato deve moltissimo all'entusiasmo dei panificatori artigianali, che hanno saputo valorizzare le caratteristiche di queste farine attraverso lavorazioni appropriate. I grani antichi richiedono tempi di lievitazione più lunghi, idratazioni calibrate, una sensibilità all'impasto che si acquisisce con l'esperienza. Non si comportano come le farine di forza delle grandi industrie molitorie: richiedono pazienza e conoscenza.

«Con il Senatore Cappelli non puoi avere fretta», spiega Marta Conti, panificatrice a Firenze che lavora esclusivamente con farine di grani antichi macinate a pietra. «La pasta madre deve essere in perfetto equilibrio, la temperatura di fermentazione va monitorata, i tempi non sono negoziabili. Ma quando il pane esce dal forno, il profumo che si spande in laboratorio è qualcosa che non si dimentica».

Territorio e Identità

Uno degli aspetti più affascinanti del recupero dei grani antichi è la sua dimensione territoriale. Varietà come la Tumminia appartengono in modo inscindibile al paesaggio e alla cultura gastronomica siciliana. Il Gentil Rosso è parte della storia agraria della Toscana. Il Solina è il grano dell'Appennino abruzzese. Reintrodurre queste colture significa non soltanto recuperare sapori perduti, ma anche riattivare connessioni profonde tra la terra, chi la lavora e chi la abita.

Alcune amministrazioni regionali hanno iniziato a sostenere questi progetti con finanziamenti specifici, riconoscendo il valore culturale e ambientale della biodiversità cerealicola. La rete dei custodi dei semi sta crescendo, le fiere dedicate ai grani antichi moltiplicano i loro appuntamenti, e sulle tavole degli italiani più attenti il pane di farina antica sta guadagnando uno spazio che sembrava irrecuperabile.

Il chicco che germoglia da un seme conservato per decenni è anche un messaggio: la memoria agricola non è perduta, e chi sceglie di coltivarla compie un atto di resistenza e di speranza insieme.

All Articles

Related Articles

Alba e il Suo Diamante: Il Lungo Cammino del Tartufo Bianco dalla Terra alla Tavola

Alba e il Suo Diamante: Il Lungo Cammino del Tartufo Bianco dalla Terra alla Tavola

Memorie di Marmellata e Prosciutto: Le Botteghe Alimentari Centenarie che Custodiscono l'Anima d'Italia

Memorie di Marmellata e Prosciutto: Le Botteghe Alimentari Centenarie che Custodiscono l'Anima d'Italia

Il Rito dell'Olio Nuovo: Guida alla Degustazione del Verde Autunnale

Il Rito dell'Olio Nuovo: Guida alla Degustazione del Verde Autunnale